Giunto alla sua terza edizione newyorkese, il SensOfWine di Luca Maroni ospiter questanno, nella prestigiosa sede del Cipriani 42nd (110 East 42nd Street), una installazione artistica sul tema del vino curata dagli artisti italiani di Officina Materica, Fabrizio Di Nardo e Piero Orlando.
Dopo il successo ottenuto con lesposizione al SensOfWine di Roma, lo scorso novembre, gli artisti propongono in questa esclusiva location alcune delle loro opere di pittura materica sui temi e i colori del vino.
E come Luca Maroni invita ad usare per il vino tutti i sensi, rendendo lesperienza del bere un elevato momento sensoriale, altrettanto portano a fare i due artisti: la matericita delle loro opere pura esperienza dei sensi.
I loro quadri sono da guardare e contemplare muovendosi attorno ad essi, lasciandosi avvolgere, attraversando tutti i giochi di luce che le diverse materie riflettono e assorbono, coi diversi accostamenti di colore&materia assieme, osservando le ombre che la corposit delle pennellate o i grumi di sabbia o il semplice gesto istintuale della mano dellartista hanno saputo creare.
E da questa esperienza si giunge ad un sublime stato di meditazione, al pari di quello che accompagna gli amanti del buon bere alla piacevolezza del vino.
La dignit dellartista sta nel suo dovere di tener vivo il senso di meraviglia nel mondo. (Gilbert Keith Chesterton)
Ed proprio di meraviglia che si parla quando si viene a contatto con le opere di Fabrizio Di Nardo e Piero Orlando: opere materiche, come si suol dire. Ma in realt cosa si vuol dire? Che sono pezzi nati da una materia allo stato grezzo, il legno, decisamente naturale, che viene lavorato scheggiato plasmato tagliato segmentato scrostato dipinto annacquato colorato per farne unopera carica (inevitabilmente, dopo tutti questi passaggi) di meraviglia meraviglia perch non vogliono necessariamente rappresentare qualcosa di (gi) visto, di corrispondente al reale, forse che gli assomiglia, forse, ma in ogni caso fuori dagli schemi
Quando parli coi due artisti ti dicono proprio questo: che quando si trovano davanti alla tavola di legno lispirazione legata al momento, non c premeditazione, c (forse, ma non sempre) un sentimento legato al vissuto che passa e si protrae al momento del fare artistico. un po come se in potenza sulla tavola fosse gi presente tutto, lartista ha solo il compito di tirarlo fuori (michelangiolesca memoria!).
I due hanno formazioni diverse, background differenti, soprattutto non vicini allarte nel senso pi canonico del termine, ma tutto questo non conta perch la passione per larte un qualcosa che sta dentro, che cova finch non esplode e qualcuno la fa uscir fuori, in forme e modi differenti, ognuno seguendo la propria personalissima inclinazione.
Lamicizia che lega Fabrizio e Piero ad un certo punto porta ad un (ulteriore) punto dincontro, la matericit (si passi il termine) dellarte e da qui lidea di creare Officina Materica che d realmente lidea di quello che i due fanno: il luogo dove creano sembra appunto una vera e propria officina, un laboratorio, in realt (come capita a tanti artisti metropolitani contemporanei) un garage ritrasformato, con gli attrezzi del mestiere tutti a portata di mano e un gran caos in giro che d il senso dellimpeto e impulso creativi!
Il gesto primitivo avviene sulla tavola nuda di legno (la materia prima) con uno scalpello ed gesto puro, per cui anche questo lasciato allimprovvisazione, nonch al puro caso, pur (forse?) con una vaga idea iniziale di dove si voglia andare a parare (leggi: di cosa si voglia andare a rappresentare).
Molto di questo legno scheggiato lasciato vivere col suo colore puro, originario, naturale; molto altro invece dipinto colorato con pennellate di colori acrilici che hanno in s la dote di fornire un effetto di intensa luminosit e poi, in base a quante pennellate e quanta quantit di colore viene steso, creano dei veri e propri strati di materia sul legno: materia viva su materia viva a tutto questo spesso si aggiunge, nei lavori di entrambi, lutilizzo di un altro elemento naturale per eccellenza, la sabbia, che viene distesa distribuita spalmata con abbondanza o parsimonia, semplicemente a gusto dellartista!
Il risultato di tutto questo lavorio unopera che devi guardare e contemplare muovendoti intorno ad essa, lasciandoti avvolgere, guardando gli strani effetti che le luci creano con le diverse materie, coi diversi accostamenti di colore&materia assieme, osservando le ombre che la corposit della pennellata o il grumo di sabbia o il semplice gesto istintuale della mano dellartista hanno creato.
Ed proprio questo gesto istintuale e casuale e primario colpisce e si trova (secondo chi scrive: felicemente) in contrasto col mondo tecnologico e meccanico attuale che poco lascia allatto manuale e creativo dellindividuo!
The dignity of the artist lies in his duty of keeping awake the sense of wonder in the world (Gilbert Keith Chesterton). And it is wonder indeed that comes in when you get in touch with the works of Fabrizio Di Nardo and Piero Orlando: material works, as they say it. But what does that mean? That those are pieces carved from a raw material, wood, very natural, which is worked shaped shivered chipped cut painted segmented watered colored to make a work charged with (inevitably, after all these steps) wonder wonder because they do not necessarily mean to represent something (already) seen, corresponding to the real, maybe that looks like it, perhaps, but in any case outside the box
When you talk with the two artists, they tell you this: when you are in front of the wooden plank, inspiration is linked to the moment, there is no premeditation, there is (perhaps, but not always) a feeling connected to the experience that goes and continues at the time of art making. It's a bit 'as if all was potentially on the plank already, the artist has only the task of pulling it out (Michelangelo's memory!). The two have different education, different backgrounds, especially not close to art in the truest sense of the word, but this does not count because the passion for art is something that is inside, that hides until it explodes and someone makes it come out in various forms and ways, each following their own personal inclination. The friendship that binds Piero and Fabrizio leads at one point to a (further) meeting point, the "matericity" (you pass the word) of art, and hence the idea of creating "Officina Materica (Materic Workshop"), that gives actually the idea of what the two do: the place where they create seems just a real workshop, a laboratory, in reality (as it happens with many metropolitan contemporary artists) a rearranged garage with the tools of the trade all at your hand and a big mess around, giving the sense of impetus and creative impulses!
The primitive gesture occurs on the naked wood table (the raw material) with a scalpel and it is pure gesture, so this also left to improvisation, and to chance, even (perhaps?) With a vague initial idea of where you want to end up with (read: what you want to symbolize).
Much of this chipped wood is left to live with his pure, original, natural color, and much other is rather painted colored with strokes of acrylic paint colors that have in them the dowry to give an effect of intense light and then, depending on how many strokes and how much amount of color is spread, they create real layers of materials on the wood ... to all this is often added, in the works of both, the use of another natural element par excellence, the sand, which is layered distributed spread with abundance or sparingly, just to the artists taste!
The result of all this labor is a work that you have to look and contemplate moving around it, allowing it to round you up, watching the strange effects that the lights create with different materials, with different combinations of color & substance together, watching the shadows that the density of the stroke or the clot of sand or the simple instinctual gesture of the artists hand have created.
And it is this instinctive gesture, casual and primary, that strikes (for the one who writes: happily) in contrast to the mechanic and current technological world that little leaves to the manual and creative act of the individual!
Officina Materica al Sensofwine di Luca Maroni
gioved 4 febbraio 2010
Cipriani 42nd
110 East 42nd Street, New York
dalle ore 17.00 alle ore 21.00
Per informazioni
www.officinamaterica.com
info@fabriziodinardo.com
info@pieroorlando.com
fabrizio di nardo cell. +39 3383089141
piero orlando cell. + 39 3476335546
