Sabato 5 giugno 2010 si inaugura alle ore 17.30 presso la galleria Metamorfosi in Piazza Antonio Fontanesi 5/A a Reggio Emilia, la mostra Soqquadro Factory degli artisti Simone Boscolo, Francesco Granelli, Mana Greco, Irene Guerra, Valentina Majer, Giovanni Mangiacapra, Andrea Mercedes Melocco, Cristina Messora, Patrizia Rampazzo, Andrea Scacciotti, Manuela Scannavini, Gloria Tranchida. La mostra esplora un percorso sullarte astratta ed informale, stilemi artistici a cui lassociazione Soqquadro fortemente legata.
Soqquadro
Presenta
Soqquadro Factory
Mostra collettiva
DURATA: dal 5 al 26 giugno 2010
INAUGURAZIONE: sabato 5 giugno ore 17.30
ORARI: marted, mercoled, venerd e sabato ore 10.00/13.00 e 16.00/20.00
LUOGO: galleria Metamorfosi
INDIRIZZO: Piazza Antonio Fontanesi 5/A Reggio Emilia
CURATRICE: MARINA ZATTA
INFO: tel. 0522.1710432, cell. 333.7330045
@mail: soqquadro@interfree.it info@galleriametamorfosi.it
www.soqquadro.eu www.artemetamorfosi.it
Nel dizionario Zingaretti alla parola Soqquadro leggiamo: Confusione, scompiglio, grande disordine. La nostra associazione non stata chiamata cos a caso; effettivamente noi vogliamo non seguire le regole del mercato dellarte, ma aprire i nostri spazi ad esposizioni di artisti nuovi ed innovativi, mescolare arte, cultura e sociale, annullare i confini tra le diverse arti ed i diversi linguaggi del pensiero. Vogliamo mettere a Soqquadro le regole dogmatiche che disciplinano la cultura chiudendola negli spazi a volte angusti che si formano nelle accademie, nelle universit, nel mercato, nelle fiere darte, nei musei. Gli artisti di Soqquadro hanno spesso affrontato sfide espressive che esulavano dal loro campo ed invadevano quello del confronto sociale.
In questa mostra, realizzata con la collaborazione della galleria Metamorfosi, Soqquadro espone dodici tra i suoi artisti pi rappresentativi, diversi tra loro per tecnica e impronta artistica, ma tutti uniti dalla ricerca stilistica ispirata allarte astratta ed informale. Lastratto e linformale sono le tecniche che maggiormente possono rappresentare una visione del mondo sovversiva, desiderosa di cambiare le regole per immaginare un mondo nuovo.
Di Simone Boscolo il critico Davide Corsetti ci dice: Nelle opere di Boscolo soggiace quel significato altro proprio delle opere darte percepito attraverso efficaci figure simboliche che dialogano tra loro integrandosi alla fotografia, alla parola scritta, al segno ed al di-segno. Attraverso le pi recenti opere di Boscolo veniamo trascinati in una suggestiva parata di fantasmi, in un reportage di un mondo di memorie estinte, la cui traccia visibile quasi solamente nei musei etnografici o nelle collezioni di qualche appassionato di cultura contadina.
Francesco Granelli affronta diversi stili, tutti rivolti alla rappresentazione formale dellimmagine e dellimmaginario; disegni, caricature, sculture e soprattutto oli su tela; in questi ultimi prevalgono i colori caldi del rosso e del giallo miscelati direttamente sulla tela opportunamente preparata con una miscela personale; i colori sono disposti con pennellate brevi ma violente; lincontro fra i colori cos diversi tra loro in senso cromatico deve rappresentare lincrocio tra le diversit e le conoscenze; ogni opera si deve risolvere in brevissimo tempo (action painting) altrimenti perde il contatto con lestro conduttore perch, come diceva Kris, lartista non rappresenta la natura, n la imita, ma la crea di nuovo
Del suo lavoro Mana Greco ci dice: Arte ed Arte cognitiva convivono e si alternano nella mia ricerca influenzandosi e contaminando l'una il risultato dell'altra. Credo molto nella condivisione e nella trasmissione dell'espressione artistica, per questo insegno quello che so di sapere, e continuo a stupirmi ammirando il lavoro dei maestri e degli studenti. Questa mia curiosit mi porta ad estendere il raggio d'azione e mi aiuta a non omologarmi,tutto ci rende il mio lavoro la mia vita. La Pittura, la Grafica e la Fotografia sono le direzioni in cui mi muovo, tre aree visive che spesso convivono nella realizzazione di un progetto. Tutto ci che atto alla divulgazione dell'arte e al valore estetico che questa aggiunge alla vita, mi riguarda.
Irene Guerra presenta il lavoro Aytos opsis e cos lo descive: guardare se stessi con i propri occhi. conoscere il corpo, un desiderio ambivalente che oscilla tra la curiosit e linquietudine, la repulsione. Questo il tema che mi sono proposta di affrontare, partendo da immagini di reperti anatomici, attraverso i mezzi grafici ed il disegno la materia organica viene trasfigurata fino a diventare sostanza impalpabile.
Del suo lavoro Valentina Majer ci dice: Ho sempre avuto attrazione e fascino per il mondo urbanizzato; per il senso di solitudine come di alienazione e soffocamento delle grandi citt e per il sentimento malinconico frutto di una ricerca di identit proprio dei luoghi di periferia. Scoprendo il fenomeno dei graffitisti degli anni '80, quale Basquiat, ho realizzato numerosi disegni dove il graffito viene "legittimamente" trasportato su carta e posto cos all'attenzione del pubblico. La mia serie di tele sentono senz'altro l'influenza di Rotella, ma mantengono viva l'esigenza di una superficie pittorica, "piacevole" allo sguardo, una ricerca di fondere immagine, lettera e colore quasi per trovare un ordine e una nuova categoria di bellezza.
La pittura di Giovanni Mangiacapra materia viva, pulsante, organica: il corpo fluido della pittura che scorre sulla tela, sospinta da una passione incontenibile, ritrova la sua anima nella luce che penetra nei pigmenti e svela profondit inaspettate. Lartista aggredisce la tela con impulsivit, stende il colore con robuste pennellate che lasciano la superficie ruvida, fitta di concavit e sporgenze come il terreno appena arato, ma pronto ad accogliere il seme della vita. I suoi dipinti informali sono paesaggi interiori: nelle rughe, nei cretti, nelle increspature della superficie pittorica si intuiscono le pieghe dellanima, le sue ferite e le sue angosce pi segrete.
Andrea Mercedes Melocco propone in questa mostra una delle sue silhouette in legno, presenze nere di forte impatto visivo e di altrettanto forte potere evocativo. Non ritratti, non fotografie: piuttosto lessenza vera delle persone, quella che si rivela solo controluce, solo a occhi chiusi. A completare la sua presenza espositiva troviamo anche due TOTEM: assi di legno fortemente incise e destinate all'abbandono riprendono vita. Un minuzioso e lunghissimo lavoro, guidato da uno sguardo che va oltre l'immediatezza, risarcisce le loro ferite aperte. Le vene e le arterie riprendono vita e accolgono segni in metallo o in pietra che formano pentagrammi simbolici su cui si modulano intense visioni interiori.
Cristina Messora Predilige una tecnica povera, utilizzando supporti di carta su cui interviene con materiali diversi, lasciando lievitare figure evanescenti, glabre, che recano le linee sommarie dellindeterminatezza geometrica, evocate da una profonda riflessione interiore. Tale linguaggio le consente di esternare lurgenza espressiva della propria sensibilit, seguendo sensazioni ed idee immediate, dove la sostanza oleosa colore, luce e forse sogno. Queste emozioni residue dunque non sono altro che lessenza distillata della propria emotivit, la ricerca personale e continua di un equilibrio ancora lontano tra realt ed immaginazione.
Nellillustrare il suo lavoro, Patrizia Rampazzo ci dice: L'urgenza della levata... Qui il gesto artistico sembra costituirsi proprio a partire da un processo intestino volto a recuperare e riplasmare materiali, per cos dire atavici e genera una forma particolare di oblio, ci si dimentica della velocit e ci si cala in una sorta di dimensione altra. Tutte queste opere sono costituite essenzialmente da linee al lavoro: orizzontali (naviganti), verticali (montagne), ascensione di linee orizzontali (dimore). Un po' come dire che il verticale (natura ed essenza della levata) si pu costituire dalle stratificazioni dell'orizzontale. Senso della levata.
Sulle opere di Andrea Scacciotti, Salvatore Misseri commenta: In CROCIFISSIONE lopera va oltre gli schemi: l'oro che si scioglie non tensione verso il puro e il bello, bens melma dilagante che tutto ghermisce: sola, palpabile isola, il sangue delle sofferenze e delle ingiustizie, che l'inganno delle apparenze non riesce a sommergere e nascondere. Sull'opera CONSCIO E SUBCONSCIO: capillari, vene, arterie...lo spirito fluisce da un nodo all'altro pensando che lo sbocco autentico. Ma non c' adrenalina bastante a percorrere i misteriosi meandri, a sgusciare dal labirinto di meccanismi perversi: la luce all'esterno, un'illusione. Infine, sull'opera LUCE DAL BUIO, scrive: Che buio, quaggi! Nel baratro orrendo, timori repressi, speranze negate, attento, tu stai: la mente lass. Dall'alto la luce promette speranze di sbarre divelte, di libero volo per limpidi cieli. Ma il raggio di luce che penetra, rifiuta l'abisso ritorna nell'etere vivo.
Manuela Scannavini espone, tra gli altri, lopera LUomo Moderno della quale ci dice: Con questa opera vorrei esprimere la condizione delluomo moderno intrappolato nella sua dimensione, vittima di una societ che lopprime, urla, suda sangue, intorno a lui un alone bianco. Il quadro stato realizzato in due tempi ben visibile lo stacco che c tra le due dimensioni, quella esterna della citt (il reticolo esprime il ferro, la costruzione, il lavoro delluomo). Nella seconda dimensione troviamo la gabbia rossa in cui luomo imprigionato ma lo spazio in cui egli stesso si esprime, uno spazio in cui cerca un nuovo equilibrio espresso dallalone bianco e dai riquadri viola e giallo.
Gloria Tranchida dal 2003 dedica la sua arte allambiente e utilizza per le proprie opere carta e cartone riciclati. Questi materiali preziosi, gettati nei rifiuti con troppa superficialit, sono portati a nuova vita con luso di oro e altri colori metallici, una valorizzazione estetica per ricordarci il loro valore . Molte opere recenti sono dedicate a tematiche ambientali, con titoli che richiamano termini e argomenti citati con insistenza dai media ma non sempre sufficientemente divulgati in termini comprensibili a tutti perch si capiscano a fondo e si diffonda una reale e praticata cultura di rispetto ambientale. Gloria un chimico ed sensibile a queste problematiche anche per la sua formazione scientifica.
